Un giornalista-chef a domicilio è il lusso per un’occasione speciale tra le zone di Milano, Varese, il Ticino e i Laghi
Un giornalista-chef a domicilio è il lusso per un’occasione speciale tra le zone di Milano, Varese, il Ticino e i Laghi

Non un personal chef qualsiasi, ma un giornalista chef che crea menù personalizzati in un modo unico: basandosi sulle storie di vita dei suoi clienti e individuando i loro desideri in cucina con una speciale intervista dedicata al cibo e al vino.

Giorgio Giorgetti è un giornalista residente a Cantello (Va) che a 52 anni ha scelto di cambiare la sua vita e trasformare la passione per i fornelli in un lavoro: è diventato chef a domicilio animando le cucine di tante famiglie tra Milano, Varese, Como, Lecco, Verbano Cusio Ossola e Canton Ticino. È considerato uno tra i quindici migliori personal chef in Italia dalla rivista Io Donna.

3 giugno 2019 – Un giornalista professionista che si reinventa chef e che intervista i suoi clienti per scoprire quale sia il menù perfetto per loro, unico e irripetibile. Difficile, per uno chef, essere più “personal” di così.

Dopo tanti anni di collaborazioni con riviste prestigiose, un certificato AIS come sommelier conseguito negli anni ’80, una certificazione rilasciata dalla Federazione Italiana Professional Personal Chef ed esperienza in alcuni ristoranti, Giorgio Giorgetti ha scelto di essere un po’ meno giornalista e un po’ più chef, reinventandosi con l’attività “Cucino di te”, che offre un servizio di cucina a domicilio per cene intime e tavolate nella zona tra Milano, i Laghi e il Canton Ticino.

Il legame col territorio lo porta a proporre alcuni prodotti locali ai suoi clienti ogni volta che ne ha occasione; in particolare Giorgio ha una predilezione per alcuni dolci, come gli amaretti di Gallarate e i Brutti e Buoni di Gavirate, con cui prepara spesso alcuni semifreddi. Ultimamente sta sperimentando l'uso di alcuni distillati locali in nuove ricette: i prodotti della distilleria Rossi di Angera, l'Elixir al Borducan, l'Un quai cos del Liquorificio Garbini di Samarate e il TIM delle distillerie Tim di Cardano al Campo sono tra le sue prime scelte, quando qualche cliente gli chiede di lavorare di fantasia nel menù valorizzando il territorio. E non dimentichiamo che Giorgio abita a Cantello, paesello famosissimo per i suoi asparagi bianchi, che nel 2016 hanno ricevuto il marchio europeo Igp.

Al contrario di quanto si pensi, le nostre eccellenze a chilometro zero non sono così popolari come dovrebbero, eccezion fatta per gli asparagi di Cantello.  Eppure - afferma - abbiamo formaggi eccellenti, carni e salumi davvero buonissimi, lavorati da macellai e aziende agricole che ancora amano il loro mestiere… Ciò nonostante, si continua a chiedere pesce, gamberi rossi siciliani o prodotti esotici. Ecco, credo che il bello di essere cuoco a domicilio è che puoi far entrare direttamente in casa del cliente questi prodotti, farglieli toccare con mano. Vincere quella naturale diffidenza che si ha verso produzioni semisconosciute”.

L’offerta di Cucino di te, alla prima occhiata, non sembra differenziarsi molto da quella di qualsiasi altro chef a domicilio: una spesa concordata con presentazione dello scontrino di acquisto, la preparazione del pranzo o della cena a casa propria e il riordino di stoviglie e cucina. Come essere al ristorante, ma nell’intimità delle nostre quattro mura. Niente di nuovo sotto il sole? No, questa volta qualcosa di nuovo c’è.

Se chiedete qualche proposta o qualche menù già pronto da mettervi davanti agli occhi, vi accorgerete che Giorgio non li ha. Non esistono proprio e chi li cercasse sul sito resterebbe deluso. Cucino di te crea il menù direttamente con il cliente, in modo che sia frutto di un’intuizione, un vostro racconto, di un’esperienza di vita che vi ha positivamente segnato: un piatto mangiato in un viaggio lontano che ha lasciato affascinati, il menù del proprio matrimonio ricreato alla perfezione, la specialità che si è vista preparare in un programma tv… tutto è possibile e viene compreso, interpretato e studiato grazie a un’intervista sondaggio che permette al cuoco giornalista di avvicinarsi, quando non ci sono richieste specifiche, ai gusti dei suoi ospiti e ideare piatti nuovi e creativi su misura di quel palato.

Giorgio spiega così la sua idea, che definisce una vera e propria rivoluzione copernicana nella ristorazione: “Per tutta la vita qualcuno ha deciso che cosa avremmo dovuto mangiare. La mamma ha impostato i nostri gusti, scuola e lavoro ci hanno fatto scegliere menù di mense e di bar, poi i ristoranti ci mettono davanti una lista di piatti che non possiamo certo sconvolgere. Ecco, l’idea di un personal chef che ‘ti porta il ristorante a casa’ mi infastidiva. Io avrei invece voluto qualcuno che cucinasse qualcosa che fosse solo mio, davvero personale, unico, non ripetibile tale e quale ad altre persone”.

Con il progetto Cucino di te, Giorgio ha attinto dalla sua esperienza di giornalista per individuare i gusti nascosti e i veri, personali desideri dei suoi clienti. Non propone una sua cucina, come tutti gli altri chef. Al contrario, e qui sta la rivoluzione copernicana, mette la sua abilità a totale disposizione del cliente. Nel tempo ha affinato la sua intervista in una sorta di sondaggio: una lunga lista di piatti più disparati, dall’antipasto al dessert, con nessuna connessione esistente con l’evento richiesto.

La novità degli ultimi mesi elaborata da Giorgio è un breve questionario dedicato all’individuazione del vino più adatto ad accompagnare il menù scelto. Anche qui, è solo attraverso l'analisi di gusti, sapori e profumi preferiti dal cliente che Giorgio capisce, da bravo sommelier AIS, che suggerimento dare, ottenendo un accostamento equilibrato tra ingredienti del piatto e inclinazioni gustative. L’approccio è sempre orientato a spingere la persona a raccontare i suoi gusti e la sua personalità senza fornire specifiche tecniche per orientarlo. Per individuare la bottiglia perfetta le domande poste sono varie e disparate, ad esempio: “Meglio le sneakers o i tacchi?”, “Muscoli o intelligenza?”, “Pinzimonio o minestrone?” oppure la scelta a risposte multiple come: “Cuoio, caramello, burro, tabacco da pipa: scegli i due profumi che preferisci”. Un approccio, ancora una volta, orientato a lasciare libero il cliente di spaziare, tra gusti che ama, sapori e ricordi

Da questa prima cartina tornasole dei gusti, lo chef comincia a comprendere fin dove può spingersi nelle proposte culinarie, che accostamenti proporre e su che sapori puntare. A questo punto, invia una prima lista di piatti ideati o rivisitati su misura di quel cliente e della specificità dell’occasione; una stessa persona, infatti, per una cena romantica o per un convivio con amici ha desideri e aspirazioni gastronomiche differenti. “Da qui in poi si cominciano a scremare le idee, a focalizzarci sempre più verso quello che è l’obiettivo dell’esperienza gastronomica che si desidera sul serio. È come una lenta distillazione per raggiungere qualcosa di intimo e personalissimo”.

Qualcosa di unico, insomma, scritto solo per quel cliente e i suoi desideri, frutto di intuizione, chiacchiere a volte anche intime e, come per ogni articolo ben redatto, di ascolto. Poiché il menù cambia sempre, contrariamente a molti suoi colleghi Giorgio non ha scorte di alimenti o semilavorati pronti: prepara tutto al momento.

Non tutto fila sempre così liscio. “Se prometti libertà totale, alla fine devi mantenere sempre la promessa”, racconta. Dal cliente, infatti, possono arrivare richieste precise che non richiedono il sondaggio, ma che si rivelano… davvero impreviste! Come quella di una coppia che, dopo anni di matrimonio, ancora ricordava una magnifica cena romantica a Varsavia gustata da fidanzati e ha chiesto di ricrearla uguale a casa propria.  Dopo un’ampia chiacchierata, sfida accettata per Giorgio, cena polacca ed emozione servita per i suoi ospiti.

Cucinare, per questo giornalista chef, è come scrivere un racconto, senza il timore della pagina bianca ma cercandone il brivido. Viene regalato a ogni ospite un menù emozionale, scritto su misura dall’inizio alla fine, un vero e proprio nuovo testo con diritto d’autore.

Questo approccio creativo lo riporta anche nella sua pagina Facebook, che ha quasi raggiunto i 13.000 iscritti, e nella sua community Amici di Cucino di Te con 1.000 collaboratori attivisissimi, che postano, leggono, commentano, domandano, diffondono, partecipano quotidianamente: sono i due luoghi dove Giorgio dispensa ogni giorno consigli pratici per facilitare tante preparazioni in cucina e ricette sfiziose, ricevendo domande, nuove idee e suggestioni da numerosi appassionati dei fornelli. Instagram, invece, è un canale che Giorgio sfrutta per mostrare cibi e vini e lavorazioni inconsuete, souvenir dei suoi viaggi. Finora, la pagina ha circa 7.000 iscritti, ma sta crescendo.

Per tutte le informazioni e i prezzi dei servizi offerti da Giorgio Giorgetti consultare il sito www.cucinodite.it.
Giorgio Giorgetti è un giornalista professionista dal 1997, sommelier Ais dal 1998 chef a domicilio dal 2016 e appassionato di cucina e vini da sempre. Nel 2013, dopo vari corsi e stage in alcuni locali, ha frequentato il corso della Federazione Italiana Professional Chef (FIPPC), completando la formazione pratica in diversi ristoranti tra cui il Convito di Villa Curina di Castelnuovo Barardenga (SI), durante la gestione dello chef Giorgio Trovato. Offre il servizio di chef a domicilio e lezioni di cucina su richiesta servendo la zona di Milano, Varese, Como, Lecco, Verbano Cusio Ossola e Canton Ticino. Ogni giorno offre consigli pratici, ricette e curiosità sul mondo della cucina attraverso i suoi canali social Facebook e Instagram. Tutte le informazioni e i prezzi sui servizi offerti si trovano sul sito www.cucinodite.it.